domenica 20 aprile 2014

Boardgame: Antike

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Commento:
Un boardgame semplice ma profondo. Si spiega in dieci minuti, grazie alle sue regole razionali e ben strutturate, ma da origine a un’esperieza ludica degna dei migliori monster game da 12 ore consecutive. 
Qui tutto corre più veloce, limitando lo sviluppo della propria civiltà all'osso, ma lasciando ai giocatori la sensazione di avere effettivamente contribuito attivamente a far crescere e sviluppare, e possibilmente, trionfare il proprio Regno. 
Le scelte da effettuare non sono poi molte ma l’ottimizzazione delle stesse è fondamentale. Niente dadi, diciamolo subito, togliendoci dai piedi quei giocatori che se non possono tirare manciate di cubi a 6 facce mettono il muso. Qui la sorte non esiste, nel bene e nel male. Tutto avviene in modo scacchistico, compresi gli scontri. Già perché per ottenere il trionfo finale (raccolta di punti vittoria) ci sono diverse possibilità: si potrà seguire una via pacifica, basata sullo sviluppo della propria civiltà attraverso la crescita, l’esplorazione dei mari, la costruzione di templi, l’espansione territoriale volta alla creazione di nuove città e la scoperta di nuove tecnologie oppure investendo le proprie risorse in armamenti ed eserciti. 

particolare degli "sviluppi tecnologici"

Ad ogni modo quando le civiltà saranno avviate e ci si troverà a disputarsi i punti vittoria finali, sarà quasi obbligatorio scendere sul campo di battaglia anche per i più illuminati e lungimiranti detrattori della guerra. 
Solo attraverso la distruzione e conquista dei templi nemici si riusciranno a racimolare i punti fondamentali, contribuendo ovviamente ad aumentare ancor più l’interazione (e il divertimento) dei partecipanti, i più abili dei quali vedranno il proprio impero consolidarsi a discapito degli altri che assisteranno al declino dei propri regni sotto l’invasione inarrestabile delle legioni e triremi avversarie. 
Certo in presenza di giocatori particolarmente guerrafondai si assisterà a partite dagli sviluppi sempre diversi perché quando qualcuno fa partire la corsa agli armamenti giocoforza anche gli altri dovranno regolarsi di conseguenza, ma il gioco rispecchia bene le meccaniche della guerra. Armarsi è dispendioso e rischioso, e quando lo si fa si devono avere obbiettivi ben precisi e si deve agire rapidamente, pena il fallimento dal punto di vista del progresso.
Cosa aggiungere?
I materiali sono eccellenti. Maneggiare le legioni, i tempietti e le barchette in legno da grande soddisfazione ^_^. Il bilanciamento a tre e quattro giocatori a mio avviso è buono, in quando concede una prima fase tattica di sviluppo relativamente tranquillo, ma che consente ai più abili la pianificazione strategica che si rivelerà fondamentale quando le civiltà verranno a contatto dopo essersi inglobate le città stato cuscinetto.
Il bello è che in massimo due orette il tutto giunge a conclusione, pur concedendo un’ottima esperienza di gioco.
Unico neo a mio avviso è l’omologazione delle diverse civiltà. Partire con i Greci piuttosto che con i Persiani o gli Egizi cambia solo la disposizione iniziale sulla mappa, mentre sarebbe stato più gradevole che ogni civiltà avesse proprie caratteristiche distintive (in concreto qualche bonus/malus) che le differenziasse.
Ad ogni modo un ottimo boardgame, adatto a tutti.

Big VS Indie

Il periodo trattato dal boardgame mi ispira nel consigliarvi i seguenti testi per il consueto BIG vs Indie (entrambi eccellenti a mio parere):


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Il Tiranno di Valerio Massimo Manfredi









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I Signori dei cavalli di Irene Grazzini

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