giovedì 7 agosto 2014

Ebook: Cuore di Tenebra - Joseph Conrad


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Ho deciso di colmare alcune lacune vergognose che mi porto avanti dai tempi del liceo… è tempo di prendere in mano i grandi classici della narrativa da me sempre evitati come la peste bubbonica.
Non certo mattoni dove l’avventura e lo spirito di evasione che permea questo blog non siano presenti, tranquilli.
Da dove iniziare? Beh, avete letto il titolo quindi già lo sapete: Cuore di Tenebra di Joseph Conrad (acquistabile peraltro a meno di 1 Euro!).


Un bel romanzo breve, nulla da dire. Le capacità evocative dell’autore sono indiscutibili. Lo stile ricercato e aulico concede al lettore di essere catapultato in scenari esotici e adrenalinici. L’Africa vergine, il Congo di fine ‘800, una landa affascinante, inesplorata e pericolosa.
Silenziosa e mansueta, la giungla pluviale che affianca il viaggio del nostro protagonista (capitano di un battello a vapore che risale il fiume), può deflagrare all’improvviso, scatenando ogni sorta di pericolo mortale.
Bisogna calarsi nei panni dell’esploratore di fine XIX secolo per godere appieno delle emozioni che un viaggio del genere può offrire. Il coraggio, o la temerarietà, che si dovevano possedere per imbarcarsi in imprese così imprevedibili e la naturale deriva verso la megalomania che un eventuale successo poteva infondere in ciascuno, fino a mutarsi in veri e propri deliri di onnipotenza.
Ritrovarsi soli in una landa aliena, riveriti dalle tribù locali per il solo fatto di possedere un fucile. Naturale che l’ego di un uomo possa esondare abbattendo i fragili argini del raziocinio. Soprattutto quando gli uomini in questione erano per lo più mossi dalla bramosia del guadagno e dalla caccia all’avorio presente in grandi quantità e più in generale privi di coscienza e scrupoli.
Gli indigeni vengono presentati alternativamente come demoni e come vittime, in un connubio che per l’epoca dell’autore mostra indubbiamente una buona dose di sensibilità del Conrad.
La critica all’inefficienza e alla disorganizzazione di queste spedizioni, alla cupidigia umana e alla precarietà del raziocinio pervade le parole del protagonista, che però mano a mano che passa il tempo in quei regni selvaggi ne comprende la natura indomabile e fascinosa e la difficoltà a farla sottostare ai canoni europei.
I tempi si dilatano, la calma e la quiete corrompono la necessità di efficienza e produttività, il caos della natura che torna a regnare sovrano.
In questi luoghi a fare la differenza fra il successo e la sconfitta può essere semplicemente la tempra del singolo uomo, che pur non avendo altre particolari doti se non la salute che in condizioni usuali si da per scontata, qui diventa un carattere distintivo capace di far emergere e scalare le gerarchie di questa società fuori dalla società.
Ci si può così imbattere in leggende viventi, uomini “notevoli”, capaci di sopravvivere alla foresta, e al cuore di tenebra che in essa pulsa, ed ai quali non resta che tributare omaggio a prescindere da tutto.
Consigliatissimo!

BIG Vs Indie
Per il BIG vs Indie propongo uno sfidante che a suo modo ha descritto un viaggio d’esplorazione seppur verso una meta ben diversa: lo spazio siderale e un pianeta bizzarro.


Nel Pozzo del Mondo di Adriano Marchetti

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