domenica 14 dicembre 2014

Ebook: IT di Stephen King

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Da molto attendevo di leggermi uno dei romanzi più osannati di King, ma le 1.400 pagine di cui si compone, me lo avevano sempre fatto mettere da parte “per tempi migliori”.
Alla fine mi sono fatto coraggio.
Anche se datato IT si è rivelato un ottimo lavoro, forte soprattutto dell’abilità di King di riuscire a rendere interessanti grazie al potere della parola anche le scene meno carismatiche.
Un dono che ha l’autore, almeno per quel che mi riguarda, è quello di scrivere con naturalezza rendendoli credibili personaggi di ogni età.



Non è cosa facile.
Come in "Insomnia" è riuscito a farmi apprezzare la stoicità e il coraggio dell’anziano protagonista, così gran parte di IT ci mostra il mondo visto con gli occhi del gruppo di ragazzini di 11 anni, autodefinitosi “I perdenti”.
Il mondo così ritratto riesce a far tornare il lettore alla propria di infanzia, quando nel buoi si celavano mostri inenarrabili e il contatto con la mano della propria compagna di banco, della quale si era perdutamente innamorati, portava con se tempeste emozionali spaventose, quando il bullo della scuola avanzava le proprie pretese e la scelta era se perdere la faccia per sempre o accettare lo scontro, insomma quando tutto era vissuto in modo più intenso, dai semplici giochi alle promesse eterne senza troppe elucubrazioni e calcoli sulle conseguenze. 
Nel far questo, King ci porta in una Derry dipinta come un luogo in cui risiede il “male supremo” sin dalla notte dei tempi. Un male che si ripresenta con una ciclicità approssimativa di 27 anni, portando ogni volta sciagure senza le quali non può tornare in “letargo”.
Così la vicenda ci viene narrata dal gruppo di protagonisti oramai adulti, attraverso dei flashback che ci aiuteranno a capire come siano finiti a ritrovarsi dove sono ora. Un nuovo ciclo del male si sta aprendo e vuole chiudere il conto aperto con loro 27 anni prima.
Devo dire che le atmosfere ricreate da King riescono sempre a essere inquietanti, mescolando al soprannaturale, le “naturali” bassezze in cui l’uomo è capace di precipitarsi.
Ci sono state pagine capaci di farmi venir la pelle d’oca nel momento di coricarmi a letto, lo ammetto… il che da solo basta come valutazione di pieno appagamento per un testo nato anche con questo scopo.
Unico appunto forse sulla lunghezza del testo che in effetti a momenti risulta un filino ridondante a mio avviso. Una bella sforbiciata di un centinaio di paginette ci sarebbe stata.
Colpo di scena verso la fine che può far storcere il naso ad alcuni, ma si sa, King coi finali ha un modo tutto speciale di rapportarsi e non è la prima volta che qualcuno apprezzi di più “il viaggio che la meta finale”.
Una lettura che consiglio a tutti. Un classico che va letto a tutti i costi.
Ultima nota personale che mi sento di fare, in qualità di grande appassionato della serie “La Torre Nera”, riguarda i rimandi che si fanno alla fantomatica “Tartaruga” che ha risvegliato in me la nostalgia di quella serie della quale stiamo tutti attendendo la trasposizione televisiva…
Ora che le feste natalizie dovrebbero mettere a tutti un po’ di tempo a disposizione, cosa c’è di meglio che iniziare questa lettura?

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