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giovedì 7 giugno 2018

Recensione: Sikelia. La Sicilia orientale nel periodo bizantino di Susanna Valpreda


recensione saggio storico
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Titolo: Sikelia. La Sicilia orientale nel periodo bizantino

AutoreSusannaValpreda

Editore: Bonanno

Formato: cartaceo

Genere: saggio storico

Prezzo: 13,60 euro

Valutazione: Positiva

Descrizione:
La cultura fiorita nell'Impero di Bisanzio, che affondava le sue radici nella filosofia greca, dando vita alle sottili speculazioni teologiche, era lontana ed estranea all'Occidente, ma non alla Sicilia; la tendenza a concepire la vita monastica come isolamento ascetico dal mondo accomunava i monaci siciliani e quelli greci; tutte le manifestazioni artistiche prodotte in Sicilia, dall'architettura alla miniatura, dall'oreficeria alla scultura, anche le meno raffinate, erano molto più simili alle opere prodotte dai popoli mediorientali che non a quelle più europee della penisola italiana, dominata prima dai goti, poi dai longobardi e dai franchi. Diviene perciò plausibile considerare la Sicilia di quel periodo come l'estrema propaggine dell'Impero bizantino piuttosto che della penisola italica.

Valutazione:
Questo è il primo saggio che mi è capitato di recensire, e chiaramente i metri di valutazione rispetto ad un romanzo di narrativa sono molto diversi, certamente più complessi. Anche esprimere una valutazione in cifre sarebbe stato per me impossibile, perché se un lavoro è ben fatto non ho di certo la competenza per stabilire se si tratta di 8 o 10, quindi ho preferito lasciare un generico “approvato”.
Ma andiamo al sodo e parliamo del testo. Il libro è una revisione della tesi di laurea dell’autrice, trasformata in libro vero e proprio. Purtroppo la natura stessa dello scritto non lo rende così corposo quanto avrei sperato, ma questa è solo una piccola precisazione personale.
Riguardo lo stile di scrittura, la Valpreda è capace di rendere l’idea di quello che sta scrivendo con precisione e marziale senso di serietà, senza mai risultare troppo pesante o boriosa, infatti non mi è capitato neanche una volta di voler saltare qualche riga per “arrivare al sodo”. Il volume tratta, come detto, della Sicilia bizantina abbracciandola però a tutto tondo, anche nelle arti, strutture, liturgia e monetazione, perciò non aspettatevi un saggio monolitico come descrizioni su descrizioni di nomi di esarchi, generali e simili. Lo spezzare il ritmo in capitoli diversi, che si occupano di fatti differenti ma comunque collegati, da un lato genera una forte visione d’insieme, dall’altro non stanca e differenzia lo scritto da un qualunque saggio storico generico. Se vi state domandando “ma quanto ci posso capire io, lettore non esperto, dell’argomento trattato?”, bene, la risposta che vi do è che la Valpreda non ha imbastito un testo per professionisti, a mio parere, ma comprensibilissimo anche da un profano o da un curioso che si vuole avvicinare per la prima volta al mondo bizantino in Occidente.
Riguardo le fonti, chiaramente non posso dire molto al di fuori che sono numerosissime e ben inserite, perciò non è un testo fatto a braccia dalle conoscenza dell’autore, ma una vera e propria ricerca storica che segue i migliori criteri. Nonostante la Valpreda non sia una storica di professione, il suo lavoro è certamente professionale.
Arrivando al punto, cosa vorrà mai comunicarci questo saggio. Quello che mi ha trasmesso è la voglia di scoprire e approfondire le bellezze della Sicilia medioevale, che troppo spesso passano in secondo piano e anzi non ricevono la giusta valorizzazione.
Concludendo: un saggio ben strutturato e solido, per stuzzicare la curiosità del lettore, con una visione a trecentosessanta gradi sul mondo siculo-bizantino, scorrevole e di facile lettura.


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