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giovedì 1 novembre 2018

Presentazione: Byzantium di Andrea Gualchierotti e Lorenzo Camerini



Compralo da La Bancarella di scrittorindipendenti



Titolo: Byzantium

Autore: Andrea Gualchierotti e Lorenzo Camerini

Copertina: Andrea Piparo

Curatore: Francesco La Manno

Editing: Francesco La Manno e Annarita Guarnieri

Grafica e impaginazione: Mala Spina

Editore: Italian Sword&Sorcery Books

Collana: Polifemo 4

Formato: digitale

Genere: sword and sorcery / fantasy storico / fantasia eroica mediterranea

Data di pubblicazione: 1 novembre 2018

Pagine: 164 circa

Prezzo: 4,99 euro

Prezzo Amazon: 3,63 euro (in promozione)

Con i saggi di Adriano Monti Buzzetti e Francesco La Manno



Sinossi:
Byzantium è un compendio di racconti in sei parti, scritto da Lorenzo Camerini e Andrea Gualchierotti.
L’opera, a cavallo tra novella storica di cappa e spada e avventura Sword&Sorcery, rivisita in chiave fantastica gli scenari dell’impero bizantino, a partire dai fasti di Costantinopoli fino alle metropoli del vicino Oriente, e unisce ad essi l’accuratezza della ricostruzione storica assieme al gusto per l’esotismo.
I primi tre racconti (I Sette Dormienti – Il trionfo del Magister Militum – Le folgori della vendetta) costituiscono un trittico ambientato nel VI secolo, durante il regno di Giustiniano.
Protagonista di queste avventure è Costante, una guardia imperiale (excubitor) caduta in disgrazia a causa di un intrigo architettato da astuti rivali; ramingo per le varie province dell’impero, ha come unici compagni il desiderio di vendetta e il silenzioso unno Taluk, che lo segue nella via dell’esilio. Lungo la via del suo sanguinoso riscatto, Costante incapperà più volte nel meraviglioso e nel terribile: affronterà una stirpe mostruosa che dorme sotto le dolci colline di Efeso, scoprirà i segreti della Menorah ebraica, e assisterà al ritorno dal passato di divinità dimenticate. E la sua vicenda, che si conclude alle soglie della guerra greco-gotica che investirà l’Italia di lì a poco, rimane aperta, quasi a prefigurare un ritorno del personaggio.
I due racconti successivi (La dèa di carne – I leopardi del deserto) cambiano radicalmente scenario, e hanno per sfondo l’epoca gloriosa di Basilio II, intorno all’anno 1000, in cui dopo secoli di difficoltà l’impero ha messo argine alle invasioni, e recuperato parte delle province orientali, tra cui la Siria. Proprio qui, in una Damasco cosmopolita e caotica, si aggira la coppia di gemelli Gordias e Cosma, ladri persiani avvezzi all’avventura e al raggiro.
Ricercati a causa dell’ennesimo reato, i due fratelli sono costretti a dividersi: un errore fatale, che finisce per invischiare i due nella trama di misteriosi omicidi rituali che insanguina Damasco, e che ha le sue radici addirittura nell’avvento in Siria della sanguinaria dèa Khalì. Solo uno dei due fratelli – Gordias – sopravviverà all’incontro terribile con la divinità indù, senza sapere di stare così compiendo il primo passo sulla via che nel racconto seguente (I leopardi del deserto) lo vedrà combattere per le strade di Antiochia e sui monti sperduti dell’Armenia per il titolo di Maestro degli Assassini.
Il finale dell’opera (Il Palladio di Costantinopoli) è dedicato alla caduta della gloriosa capitale bizantina.
Nel maggio del 1453 le armate turche, spropositatamente grandi, sono sul punto di prendere la città, difesa ormai da milizie sempre più evanescenti e solo pochi sognano ancora una improbabile vittoria. Fra questi, il nobile veneziano Gualtiero Camerari, che riceve dallo stesso imperatore Costantino XI Paleologo il compito di recuperare l’unico oggetto che incarna l’ultima speranza di Bisanzio: il Palladio, la mitica statua di Atena. Sepolta ai tempi della fondazione di Costantinopoli proprio al centro dell’antico foro cittadino, la reliquia pagana ha garantito per secoli la salvezza della città, proprio come aveva fatto per Roma prima della sua caduta. Così, mentre tutto intorno la guerra divampa e i nemici sono prossimi a penetrare le difese bizantine, Gualtiero viene impegnato in una corsa folle per raggiungere il nascondiglio dove giace la statua della dèa, ed evitare l’incombente rovina. Ma un traditore è nascosto fra gli ultimi servi dell’imperatore, e come la storia insegna, il valore di Gualtiero non sarà sufficiente a salvare Costantinopoli dai Turchi; cosciente di non poter piegare il destino, il veneziano si unirà così all’imperatore in un ultimo combattimento che li consegnerà alla leggenda.
Il volume presenta anche i saggi di Adriano Monti Buzzetti e Francesco La Manno.


Presentazione:
Cos’è Byzantium?
Sei racconti di grande avventura, una manciata di polvere d’oro sparsa su un mantello porpora, e il ricettacolo di antiche magie.
Nato con lo scopo di ridare vita ai fasti della città di Costantino, il ciclo di Bisanzio scritto da Lorenzo Camerini e Andrea Gualchierotti per Italian Sword&Sorcery Books snoda le sue avventure su un sentiero lungo oltre mille anni.
Su questa strada, come in una girandola, si alternano i protagonisti tipici del Fantastico vecchia scuola: rinnegati in cerca di vendetta, ladri bramosi di bottino, ma anche eroi dai nobili ideali; sono Costante, guardia imperiale costretta all’esilio; Gordias di Damasco, avventuriero vagabondo, e infine Gualtiero, ultimo difensore delle mura assediate di Costantinopoli.
Ispirati al lavoro di autori storici come R.E. Howard e H.R. Haggard, i racconti di Byzantium sono veloci e sanguinose short stories dal sapore vintage, dove esotismo e mistero si uniscono allo sfondo storico della Seconda Roma, componendo un mosaico in cui spiccano spadaccini e demoni, nobili avvolti nel bisso e predoni orientali.
Ad aprire il volume, ambientati durante il regno di Giustianiano, sono i racconti dedicati alle traversie dell’excubitor Costante.
Soldato scelto dell’imperatore in perduti giorni di gloria, è ora un esiliato che vaga per regioni lontane, vittima dell’intrigo di ambiziosi colleghi. Nel corso delle sue avventure, che si intrecciano con gli avvenimenti storici della restaurazione imperiale giustinianea, trovano spazio le dimenticate leggende dell’antica Bisanzio, e lungo la strada dell’ambito riscatto Costante si troverà a fronteggiare stirpi infernali, creature angeliche e persino antichi dèi riemersi dal passato.
Ben diverso è lo scenario delle avventure di Gordias e di suo fratello Cosma, coppia di ladri persiani che si aggira per i vicoli ombrosi della Damasco a cavallo dell’anno 1000.
Qui ad avere spazio è il confine dell’impero, dove il nome di Bisanzio fronteggia quello dei grandi regni orientali, e sette e congreghe arcane spadroneggiano in scenari rubati a Le Mille e una Notte. Un mondo misterioso e cosmopolita, dove etnie e culti si fondono oltre l’inaspettato, e in cui anche la mano astuta di un ladro può rimanere impigliata in una trappola mortale.
A concludere l’opera, un racconto dedicato al grandioso e terribile assedio di Costantinopoli.
Nel 1453 la capitale dell’impero sta per cadere in mano alle armate turche, eppure un’ultima speranza brilla nel buio, affidata alle mani del nobile veneziano Gualtiero Camerari dallo stesso imperatore Costantino XI. Un segreto incredibile rimasto sepolto fin dalla fondazione della città, e che pure sembra riemergere proprio nella sua ultima ora…
Sei storie diverse quindi, e tanti protagonisti, dai giorni gloriosi di Giustiniano fino al tramonto finale di Costantinopoli, avventure unite da fil rouge che è l’appartenenza a un impero perduto in cui dominano l’arcano e la magia: quella remota degli antichi dèi, quella oscura degli inferi, e quella senza nome delle terre dell’Est.


Indice:
FANTASIA, AVVENTURA E ORRORE NELL’IMPERO BIZANTINO DI ANDREA GUALCHIEROTTI E LORENZO CAMERINI
di Francesco La Manno
***
BYZANTIUM di Andrea Gualchierotti e Lorenzo Camerini
1 – I sette dormienti
2 – Il trionfo del Magister Militum
3 – Le folgori della vendetta
4 – La dea di carne
5 – I leopardi del deserto
6 – ll palladio di Costantinopoli
***
BISANZIO, “POLMONE” ORIENTALE DELL’IMMAGINARIO MEDITERRANEO
di Adriano Monti Buzzetti


martedì 30 ottobre 2018

Review Party: La Progenie di Abaddon di Rob Himmel [Rating 7]


recensione ebook rob himmel
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Compralo da La Bancarella di scrittorindipendenti
Titolo: La progenie di Abaddon

Autore: Rob Himmel


Genere: Dark fantasy 

Pagine: 364

Prezzo: 14,90€ cartaceo. 4,99€ eBook

Pubblicazione: Novembre 2018

ISBN: 9788899845100

Rating: 7

Sinossi: Mentre la notte domina, lasciando al giorno solo poche ore di luce, Kelo e Bhor, soci in affari nel rubare, ricettare e contrabbandare, si dirigono sul luogo d’impatto di un meteorite. L’intento è quello di saccheggiare la «pietra del cielo» e farne una fortuna. Quello che non sanno è che troveranno anche altro.
Intanto il consiglio degli Arcangeli a capo della Confraternita, chiamato Pentalux, ordina ai confratelli Telion e Reya di cercare l’arma che permetterà loro di ribaltare le sorti della guerra contro la Setta Oscura.
In fuga dall’armata abaddonita, nel frattempo, Luce, Arconte degli Splendenti, conduce un gruppo di sopravvissuti alla ricerca di un posto sicuro. Una fuga disperata, che richiederà a lei e ai suoi compagni un prezzo altissimo, forse più di quanto siano disposti ad accettare.
A tutti loro si contrapporrà Abaddon, con creature tenebrose, servi fedeli, devoti pericolosi, lunghe notti e l’oscurità più intensa che ci sia: il cuore umano.

Recensione: 
Oggi diamo spazio al Rewiev party dedicato al nuovo libro di Rob Himmel “La progenie di Abbadon” edito da Dark Zone, che verrà presentato domani in occasione di Lucca Games & Comics. Potrete trovare l'autore allo stand Dark Zone, nel Padiglione Giglio (in centro città, davanti al teatro del giglio). Come scrittorindipendenti/infinitimondi abbiamo aderito con piacere alla bella iniziativa proposta dall’autore e siamo quindi pronti a offrirvi la recensione in anteprima, quindi bando alle ciance e partiamo!
Si tratta di un fantasy autoconclusivo ambientato in un reame cupo e non solo perché il sole vi splende per poche ore al giorno per poi lasciare spazio alle tenebre e agli incubi che queste celano. Devo ammettere di aver impiegato una cinquantina di pagine per entrare in sintonia con il mondo creato dall’autore e non ritengo sia solo dovuto alla scelta bizzarra per alcuni nomi dei protagonisti, che proprio ho faticato a farmi entrare in testa. Neppure le diverse linee narrative ne sono la causa, anche perché apprezzo molto i romanzi che fanno dell’intreccio di svariati punti di vista la loro peculiarità. Ad ogni modo, superato l’impatto iniziale, la vicenda decolla e l'originale ambientazione creata da Himmel prende corpo e sostanza, i personaggi acquisiscono spessore e la trama si fa interessante. 
Come detto nella recensione di Lame Scarlatte, non ci sono dubbi sulla preparazione di questo autore, che non lascia nulla al caso. Il worldbuilding è accurato, con le diverse fazioni dei Senza Credo, la Progenie di Abaddon e degli Splendenti, ognuna con proprie gerarchie e peculiarità, alcune delle quali decisamente originali. L’ambientazione quindi è ben studiata e pianificata, così come la trama che si snoda nelle principali tre linee narrative, prive di lacune e ben supportate da una prosa lineare e diretta, volta a rendere al lettore l'impatto con questo nuovo mondo del tutto indolore. Oltre alle solite generose dosi d'azione, ci sarà spazio anche per i sentimenti e l'introspezione, così che i diversi personaggi possano accalappiarsi le simpatie dei lettori a seconda dei diversi gusti e inclinazioni. Personalmente quelli che ritengo più riusciti sono l’accoppiata formata da Kelo e Bhor, “soci in affari nel rubare, ricettare e contrabbandare”. Ben riusciti, originali e… imprevedibili! Caratterizzati da un mix di sentimenti e comportamenti contraddittori, rappresentano alla perfezione l’animo umano e un ottimo esempio di come dovrebbero essere “costruiti” dei personaggi credibili e profondi. Complimenti!
Anche il ritmo della vicenda è ben dosato e si mantiene su alti livelli con azione e scontri che non mancheranno di tenere incollato il lettore alle pagine. L’autore è abile nel descrivere le scene di combattimento senza mai far “smarrire” il lettore nel caos dello scontro, mantenendo al contempo alta la tensione.
I dialoghi sono sempre a tono, mai forzati e finalizzati a traghettare le informazioni necessarie a comprendere il mondo creato in  modo naturale e mai ridondante. Insomma, che dire, tutto è gestito in modo professionale e quindi ci si aspetterebbe la conclusione della recensione con il massimo dei voti ed il bacio accademico, invece non vado oltre al 7 pieno. La ragione, del tutto personale, intendiamoci, è che un romanzo a mio avviso deve dare come risultato un valore maggiore della somma dei singoli elementi che lo compongono e in questo caso, La Progenie di Abaddon, a mio parere ci è riuscita solo parzialmente. 
In alcuni momenti ho avuto la sensazione ci fossero dei cali di coinvolgimento, come se l'autore si fosse limitato a svolgere un compito, e l'abbia svolto bene, intendiamoci, ma non si sia divertito appieno nello svolgerlo e fosse in attesa del gran finale, che quello sì, effettivamente è un gran colpo, capace di riportare in alto le quotazioni del costrutto. Ottima trovata, che da sola vale “il prezzo del biglietto”. In sostanza ho avuto la sensazione che la componente razionale abbia prevaricato quella istintiva, il che a mio parere, non è una buona cosa per un romanzo, anche se in questo caso finalizzata a far convergere le linee narrative nel finale a sorpresa ben riuscito.  
Concludendo quindi, a pelle qualcosa mi pare mancare, anche se non individuabile negli elementi fondanti che ne fanno un buon romanzo, piacevole ma non capace di superare Lame Scarlatte. Un parere assolutamente personale, che sono curioso di confrontare con voi, e con gli altri blog che hanno aderito al Rewiev party. 

Ad ogni modo un autore da tenere sott’occhio e un romanzo che mi sento di consigliarvi, che conferma quanto di buono già espresso nelle precedenti recensioni ai lavori della Dark Zone. Ah, che dire della cover? Mi pare spettacolare, quindi per tutti i fortunati che domani saranno a Lucca Games fate in fretta, perché ho la sensazione che le copie andranno a ruba! 
Voto 7


domenica 28 ottobre 2018

Recensione: Il respiro della Grande Madre di Floriana Naso [Rating 7]


libro thriller psicologico
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Titolo:  Il respiro della Grande Madre

Autore: Floriana Naso

Editore: Brè Edizioni

Genere: Thriller

Prezzo: cartaceo 14,90

Rating: 7


Sinossi: 
Greta, una giovane subacquea dai capelli rossi, viene aggredita mentre fa jogging nella zona dei Navigli. Legata, bendata e imbavagliata si ritrova in balia di uno sconosciuto che approfitta brutalmente di lei, ma che inaspettatamente le risparmia la vita. L'accaduto accresce le ansie e i tormenti che già attanagliavano la sua travagliata esistenza: un rapporto difficile con la madre e uno inesistente con il padre, un colonnello dell'aeronautica militare, che ha abbandonato la sua famiglia rendendola una donna diffidente e solitaria. Soltanto il suo fidanzato, Rafael, un giornalista sportivo agli esordi, sembra rassicurarla, almeno fino a quando Greta non cade di nuovo vittima di violenze e le indagini del commissario Virginia Landi portano a galla una verità troppo scomoda da raccontare. Un crescendo di indizi nascosti porteranno la polizia alla chiave di volta di un caso sconcertante quanto inaspettato; tuttavia, ciò non sarà sufficiente a mettere la parola fine alle sofferenze della giovane, la quale, solo al culmine della strada su cui l'avrà condotta la vendetta, verrà a conoscenza dell'indicibile segreto che ha condizionato la sua vita.

Recensione: 

Generalmente non amo i thriller e, forse, non avrei letto questo libro, se il titolo non mi avesse tanto attratta. La mia formazione psicologica ad orientamento junghiano si è sentita chiamata in causa, dato che qui viene nominato esplicitamente un Archetipo, ed ha subito cominciato a cercare dove fosse il mistero. E qui di mistero ce ne sta davvero tanto e crea grandi problemi a tutti! Il testo conduce il lettore in un crescendo di tensione, supposizioni e domande irrisolte, fino allo svelamento finale della verità.
Questo romanzo è, a tutti gli effetti, un thriller a sfondo psicologico, non adatto ai minori. In queste pagine, infatti, si indaga il risultato di una violenza psicologica protratta nel tempo. Una violenza che non è soltanto sulle donne, ma anche delle donne! Il supporto di questa violenza diffusa è il fatto che ogni personaggio abbia la propria visione della realtà: non esiste l’oggettività che potrebbe risultare esclusivamente dalla condivisione!
Lo stile è essenziale e non indulge in descrizioni inutili, fornendo al lettore ciò che serve a comprendere l’evolversi della storia. I dialoghi sono fin troppo stringati e non sempre sufficienti a rendere espliciti i sentimenti di chi li pronuncia. A ben guardare, non tutti i personaggi hanno il giusto spessore, tutti restano in secondo piano. La protagonista è un’irrimediabile egocentrica!   
Fin dall’inizio si intuisce un fondo autobiografico nella storia narrata. La protagonista, Greta, viene esaminata sotto ogni aspetto. Lo si fa con uno sguardo indagatore e “scientifico” ma anche elegiaco e carezzevole; pur non essendo totalmente empatico. Si tratta di una visione in parte distaccata ed analitica, tipica di una psicoterapia. Già, leggendo la biografia dell’autrice questa idea prende senso e un romanzo, tanto disperato, diventa un forma di crescita personale. 
Noi la troviamo già donna, Greta, che viene fatta oggetto di ripetuti rapimenti, con annessa violenza sessuale. Tutto ciò ci appare quasi logico nella sua ineluttabilità. Quella raccontata nel romanzo è una vita senza redenzione possibile: il passato usa ogni energia del presente per progettare la sua vendetta, mentre la ragione resta al palo e non trova la maniera per contenere ed elaborare il senso di rabbia e/o l’impotenza per l’ingiustizia subita. Bambina felice e spensierata, Greta, si ritrova dall’oggi al domani abbandonata dal padre che lascia improvvisamente la casa di famiglia. La piccola piomba in una solitudine nebbiosa e resta ignara delle ragioni di ciò che realmente avviene intorno a lei. Mentre cerca di consolare una madre alcolista, si carica della colpa di tutto! Ma poi, … 
Voto finale 7.    

CARLA IOPPOLO

giovedì 25 ottobre 2018

Recensione: Un lupo nell'ombra di David Gemmell


weird western
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SINOSSI:

Da tempo immemorabile il corso delle umane cose è determinato dalla lotta fra i membri di una razza eterna, una casta di immortali che ha incarnato gli dei delle più diverse mitologie e influenzato le vite dei più leggendari eroi. La Terra è sconvolta da guerre e pestilenze e vive l'esistenza selvaggia di un medioevo postatomico, fra superstizione e violenza. Tra le aspre montagne e le piane desolate cavalca un giustiziere impietoso e implacabile. Egli è John Shannow, ma tutti lo chiamano l'Uomo di Gerusalemme perché da anni è alla ricerca di una città mitica: un sogno che porta quel nome.


RECENSIONE:

Ero alla ricerca di qualcosa che potesse fornirmi ispirazione per il romanzo post apocalittico che ho intenzione di scrivere e ho spulciato come mio solito diversi blog e siti di genere, eppure mai e poi mai mi sarei atteso di ritrovarmi con una meraviglia del genere per le mani. Si tratta di un romanzo di David Gemmell intitolato Un lupo nell'ombra. La cosa bella è che questo è solo il primo romanzo di una serie composta da 5 volumi. Il fatto che il protagonista sia un pistolero e che viva in un mondo “andato avanti”, non deve lasciarvi pensare che si tratti di un clone del La torre nera di Stephen King. Certo l'uomo di Gerusalemme protagonista del romanzo, ricordare il buon vecchio Roland di Gilead, ma le similitudini finiscono qui. Il mondo creato da Gemmell ha le sue peculiarità e risulta del tutto godibile, ricordando le atmosfere della Torre nera, ma andando oltre, e arricchendole con vari spunti originali. 
Non avevo mai letto nulla di questo autore anche se era parecchio tempo che lo seguivo, avendo puntato la sua più famosa saga fantasy dei Dreani, ristampata di recente grazie a Fanucci Editore. Alla fine mi sono trovato a cominciare questa, chiamata delle Sipstrassi.
Il romanzo, come dicevo è molto piacevole, ricco d’azione e colpi di scena. L'ambientazione è fortemente caratterizzata da elementi western con contaminazioni horror e fantasy. Un mix che l'autore riesce a gestire con maestria rendendo il tutto credibile e appagante per il lettore. 
Per raggiungere questo obiettivo Gemell utilizza una prosa semplice e diretta senza mai perdersi in lunghe e tediose descrizioni. Pezzo forte del romanzo risulta comunque essere il protagonista, Jon Shannow, un uomo tormentato ma dalla determinazione straordinaria e dalle doti che paiono soprannaturali. 
Credo rimarrà a lungo nel mio immaginario andando ad affiancare i migliori eroi dei quali abbia seguito le gesta in tanti anni di letture. Cosa posso aggiungere, il libro è fuori produzione da un sacco di tempo, le poche copie in circolazione si possono trovare su ebay, fra i libri usati. La cosa può dar fastidio e comporta un certo impegno ma posso assicurarvi che ne vale veramente la pena! 

martedì 23 ottobre 2018

Disfida nr. 80: Saga della Corona delle Rose - La Stirpe dei Divoratori Vol.3 di Gianluca Villano


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Titolo: Saga della Corona delle Rose - La Stirpe dei Divoratori Vol.3


Editore: Pubblicazione indipendente

Data di uscita: Ottobre 2018. L'autore sarà presente a Lucca Comics & Games, dal 1-4 Novembre, Padiglione Carducci - Stand Oceani di Carta. 

Pagine: 294

Prezzo: versione cartacea 16,00 € / ebook: 2,99 €

Sinossi: In questo terzo episodio della Saga della Corona delle Rose, Logren, il Profeta della Nuova Dottrina, dovrà fare affidamento soprattutto su se stesso e sulle sue forze: se da una parte può contare sull'aiuto di Nahily, la Guardiana della Tela del Tempo, è vero che dall'altra si fa sempre più difficile per lui distinguere i sogni e le visioni dalla realtà. Così come è complicato riconoscere le differenze tra ciò che lui riesce a vedere e ciò che invece vedono i suoi compagni d'avventura. 

Dovrà lasciarsi guidare dalla fede in Horomos, dal suo istinto e da una nuova consapevolezza delle proprie capacità. E come se la staranno cavando Pellin e i suoi compagni contro l'esercito di Mor-Vidia? Logren potrà contare ancora una volta sul loro aiuto? Pellin, in missione con Kalhaud e Angrell, dovrà impedire a Mor-Vidia di catturare l'Angelo di Ghiaccio. Sono pronti a tutto, trascinati dalla voglia di riscatto e dall'assoluta dedizione alla causa del Profeta. Nonostante tutti gli sforzi, però, presto anche per loro le cose si metteranno male.

Note dell’autore: Desidero condividere un pensiero forte che mi ha portato a scrivere questo romanzo. Le grandi battaglie della nostra vita non si vincono mai da soli e pensare il contrario può essere pericoloso per molti aspetti. Nella mia vita ho ricevuto l'aiuto di molti angeli, persone fisiche e situazioni talvolta soprannaturali, soluzioni e svolte improvvise che hanno risolto problematiche apparentemente insormontabili. Cose come lo sguardo colmo di meraviglia di una bambina in una giornata ombrosa, il saluto amichevole di uno sconosciuto o la realizzazione di un sogno che sembrava svanito. E riflettendo sul mondo in cui viviamo mi sembra quasi che la società voglia far credere che l'essere umano deve bastare a se stesso. Violenza, solitudine, individualismo, frustrazione, non sono tutti sintomi di questa tendenza? Voi cosa ne pensate? L'uomo, individualmente, non ha davvero bisogno di nessuno?

Big da sfidare: 




L'Assedio delle Tenebre di Terry Goodkind








domenica 21 ottobre 2018

Recensione: Incantesimi nelle vie della memoria di Giuseppe Gallato [Rating 7]


racconti fantasy, weird, fantascientifici
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Titolo: Incantesimi nelle vie della memoria 

Autore: Giuseppe Gallato

Editore: Caravaggio editore

Genere: Fantasy, weird, sci-fi

Prezzo: ebook 5,99 euro/ cartaceo 11,00

Rating: 7

Sinossi: Quando la notte spegne i riflettori della coscienza razionale, la mente è libera di condurci dove il nostro Sé più autentico, la nostra natura, può vagare per rigenerarsi. Ma questa rinascita non è un processo facile o scontato: è invece un viaggio epico in cui non mancano pericoli e ambiguità. È il significato alla base dei racconti di Giuseppe Gallato, storie dalle trame insidiose come il caleidoscopio dei sentieri dell’animo umano, che oscillano senza sosta tra le pulsioni più buie e le passioni più pure; storie che si sviluppano sul margine sottile di quella linea astrale-onirica dove condizionamenti psicologici, esperienze di vita e paure si fondono a vari livelli. Un confine inscindibile tra reale e irreale, mai nettamente distinto, che spesso rischia di disorientarci, ingannarci, confonderci. 

Recensione: Oggi vi presento la raccolta di racconti di Giuseppe Gallato, intitolata Incantesimi nelle vie della memoria. Chi mi segue da un po' di tempo saprà che non sono un grande amante dei racconti, in quanto ritengo che solo i veri “cavalli di razza” riescano a dare vita a qualcosa di importante,  capace di trasmettere emozioni al lettore, anche nel breve spazio concesso da un racconto. Ebbene, in questo caso Gallato ci presenta dieci racconti brevi, raccolti nella pregevole edizione della Caravaggio Editore, capaci di centrare il traguardo magnificamente. 
Le storie del Gallato spaziano dal fantasy, al weird, alla fantascienza con abbondanti dosi di misticismo. Le diverse vicende, pur rimanendo distinte fra loro, hanno elementi comuni, una sorta di filo conduttore che ci trasporta in un mondo onirico originale e capace di trasmettere emozioni forti. La prosa, pur essendo piuttosto ricercata, ha il pregio di rimanere fluida e scorrevole non perdendosi in inutili grovigli barocchi alla ricerca di stupire il lettore. L’autore riesce invece a sorprendere in positivo, aggiungendo la giusta dose di ricercatezza senza appesantire il testo. Le parti che ho preferito sono proprio quelle relative al continuo richiamo a mondi “altri”, universi paralleli dove i protagonisti compiono viaggi astrali più o meno consapevoli. Simboli e riferimenti capaci di stuzzicare la mente del lettore, coinvolgendolo in vicende tratteggiate abilmente nel pur breve spazio concesso dalla forma letteraria del racconto breve. Il ritmo si mantiene sempre elevato, contribuendo a mantenere alta la guardia del lettore e a trasmettergli la voglia di leggere uno dopo l’altro tutti i racconti, senza pause. Un bel risultato, non c’è che dire!

Ammetto che mi piacerebbe molto testare questo autore alle prese con un romanzo, sono certo che ne scaturirebbe qualcosa di veramente apprezzabile e originale, poiché i personaggi e le situazioni che riesce a creare sono sempre interessanti e ricchi, con ampi margini di approfondimento, spaziando fra diversi generi e stili, mantenendo però costante la credibilità degli stessi. Un’abilità che un amante del genere weird come me non può non apprezzare.  
Quando si crea uno scritto trasversale come questo, sfruttando le contaminazioni tra i diversi generi narrativi, il rischio è che la somma dei diversi ingredienti origini una “pietanza” dal gusto bizzarro, a volte addirittura disgustoso. E’ un gioco pericoloso, invece Gallato azzecca la ricetta riuscendo a offrirci un’antologia che dona emozioni che vanno ben oltre quanto ci si potrebbe aspettare dalle 150 pagine di cui è composta, riuscendo anche a imbastire ambientazioni degne di divenire veri e propri mondi a sé stanti. Speriamo l’autore ne stia approfondendo qualcuno poiché li ho trovati tutti assolutamente degni. 
Personaggi e dialoghi ben costruiti e trame ben congegnate, mi portano a una valutazione di 7 pieno, che ricordo essere il massimo dei voti che attribuisco quando si parla di racconti, in quanto preferisco testare gli autori sulla distanza più probante rappresentata da un romanzo completo. Ad ogni modo le premesse ci sono e Gallato è sicuramente un autore da monitorare con grande attenzione, perché dotato di grandi doti e talento. Antologia consigliatissima!

giovedì 18 ottobre 2018

Disfida nr. 79: Las Vegas la splendida: Lo Strip, i casinò, la mafia, le star di Mike Carpenter


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Titolo: Las Vegas la splendida

Autore: Mike Carpenter (pseudonimo)

Editore: Pubblicazione indipendente

Formato: Ebook e cartaceo, 175 pagine

Genere: Narrative non fiction

Prezzo: € 3,49 ebook – € 7,99 cartaceo

Sinossi: 
Las Vegas è senza dubbio una città unica, da tanti punti di vista. Uno di questi è che la sua storia è tanto breve quanto intensa e può essere raccontata attraverso la nascita e la scomparsa dei resort che costellano lo Strip, l'ascesa e la caduta dei suoi magnati. I magnati dell'industria del gioco d'azzardo, per essere precisi. Seguendo questo filo conduttore, verrà presentata la grande maggioranza degli hotel-casinò costruiti lungo Las Vegas Boulevard South, la striscia d'asfalto più celebrata e più visitata della terra, a partire dal 1941 con l'El Rancho Vegas. Grande enfasi verrà dedicata ai protagonisti chiave del trionfo di questa oasi del divertimento in mezzo al nulla, i sognatori che hanno creato una città che sembra uscita da un miraggio. I loro nomi sono Jay Sarno, Howard Hughes, Kirk Kerkorian, Bill Bennett, Steve Wynn, Sheldon Adelson. Sia chiaro: questa non è una semplice guida turistica. In effetti, è molto di più.


Note: 
Ho cercato di realizzare un omaggio a una città realmente magica, dove i sogni non possono morire all'alba, perché l'alba si confonde con preoccupante frequenza con il tramonto e la meravigliosa brezza fresca del deserto notturno accarezza i sogni più audaci di ogni visitatore, rischiando anche di indurlo in tentazione oltre il lecito, a volte. Ma non è di alcol e gioco d'azzardo che si parla in questo libro, una miscela non di rado esplosiva, bensì del coraggio visionario di una serie di uomini che, nel corso di soli settant'anni, sono stati capaci di immaginare un posto come questo, poi di costruirlo e infine di reinventarlo e ricostruirlo una seconda volta. È una storia affascinante e poco conosciuta, che lascerà più di un lettore a bocca aperta.


Big da sfidare: 

Come BIG, non potrei sfidare nessun altro che Nicholas Pileggi con il suo Casinò, il romanzo che ha ispirato l'omonimo capolavoro cinematografico diretto da Martin Scorsese (uscito nel 1995). Ovviamente, più che di una sfida si tratta anche qui di un omaggio, tanto più che al film di Scorsese è dedicato un breve capitolo del mio libro. Purtroppo il libro è praticamente introvabile in italiano. È facilmente reperibile, invece, sia in inglese che in spagnolo, in edizioni tascabili davvero economiche. In alternativa, va benissimo anche il film, che è stupendo.