venerdì 18 luglio 2014

Saggio: I Quattro Accordi di Don Miguel Ruiz

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Oggi vi stupirò sottoponendovi un testo che esula dalla letteratura d’evasione vera e propria, ma che certamente rientra a pieno titolo fra le opere capaci di far vagare il pensiero umano verso orizzonti ignoti, senza dover abusare di sostanze stupefacenti.
Faccio questa lunga e tediosa premessa per sottolineare l’utilità che hanno questa tipologia di testi anche per chi desideri approcciarsi alla scrittura di opere di narrativa. A mio parere non c’è nulla di meglio per caratterizzare un personaggio che appioppargli una bella filosofia di vita preconfezionata.
Anche per questo mi balocco spesso con testi e saggi delle più disparate religioni e affini. Utilissimi quindi non solo per una crescita personale.

Cito:
Gli esseri umani vivono in un perenne stato di sogno. Sognano quando il cervello dorme, ma anche quando è sveglio. Hanno saputo creare un grande sogno esteriore, il "sogno della società", costituito da innumerevoli sogni personali, familiari e di comunità. Questo sogno esteriore possiede una grande quantità di regole che ci sono state inculcate fin dalla nascita. Abbiamo così imparato come comportarci in una data società, cosa credere, cosa è bene e cosa è male, bello o brutto, giusto o sbagliato. Non abbiamo scelto queste credenze e queste regole; ci siamo nati e le abbiamo apprese secondo un processo di "addomesticamento" in cui le informazioni sono passate dal sogno esteriore a quello interiore, andando a formare il nostro personale sistema di credenze. A questo punto non c'è più bisogno di "istruttori" esterni, giacché diventiamo noi stessi i nostri giudici. Tutto ciò che crediamo su noi stessi e sul mondo rientra in quel sogno interiore, che tuttavia ci è giunto dall'esterno e che ci impedisce di vederci per come siamo veramente.”


Il buon Don Miguel Ruiz, autore dell’opera, è uno sciamano che ci farà scoprire gli insegnamenti dei Toltechi (un popolo nativo americano
dell'epoca precolombiana che dominò gran parte del Messico centrale tra il X ed il XII secolo), dei quali lui è un discendente purosangue.
Quattro accordi che permettono di trovare la felicità e di infrangere le barriere autolimitanti che ci imponiamo. Nulla di più semplice, se non che per riuscire a prestarvi fede, nella società in cui ci troviamo a sguazzare, saremo costretti a fare veri e propri miracoli.
Certo, miracoli di buon senso in realtà, ma pare che oggi il buon senso non vada più di moda…
Eccole qui le quattro chiavi della felicità:
  • sii impeccabile con la parola (la parola è il potere con cui creiamo il mondo che ci circonda. Usata bene permette di ricreare il paradiso, ma usata male trasforma il sogno esteriore nell'inferno);
  • non prendere nulla in modo personale;
  • non supporre nulla (non puoi conoscere il sogno interiore delle altre persone, quindi non creati immagini di esso, che non possono essere che fuorvianti);
  • fai sempre del tuo meglio.


Una vera rivoluzione contro tutto e contro tutti, che però dovrebbe portare alla felicità personale. Sicuramente a un rafforzamento del proprio carattere e ad un innalzamento rispetto al pensar comune, alle mode, ai pacchetti preconfezionati di giudizi.
Ruiz sostiene che se tutti provassero a compiere questo cammino non ci sarebbe neanche il rischio, a mio avviso decisamente concreto, che le quattro chiavi portino a un egoismo/egocentrismo marcatissimo. Mi pare sia questo il tallone d’Achille della costruzione teorica dell'autore, ma io (al momento) non ho il potere di consultarmi con gli spiriti, purtroppo.
La via proposta può condurre alla felicità personale, ma a discapito di quella altrui poiché tende ad eliminare le “mediazioni” ed i compromessi. Ma, forse, a ben vedere le mediazioni non sono altro che facili soluzioni per non scontentar nessuno, e che parimenti non portano reale felicità a nessuno.
Forse i Toltechi questo già lo sapevano…
Ad ogni modo tentar non nuoce XD

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