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Sinossi:
La
rivolta di Sette Città è stata soffocata. Rimane un'ultima forza
ribelle, barricata nella città di Y'Gathan sotto il comando fanatico
di Leoman delle Fruste. La prospettiva di stringere d'assedio
quest'antica fortezza riempie d'inquietudine il Quattordicesimo
Esercito, già provato dalle battaglie. Perché qui è stato ucciso
il più grande campione dell'impero, qui il sangue Malazan è
sgorgato a fiotti. È un luogo di cattivi presagi, che emana l'odore
della morte. Ma questo è soltanto un corollario. Agenti di un
conflitto molto più vasto hanno compiuto la prima mossa. Il Dio
Storpio ha conquistato un posto nel pantheon: uno scisma si pirofila
all'orizzonte. È tempo per gli dei di schierarsi. Ma, quale che sia
la loro decisione, le regole sono cambiate, in modo irreversibile,
terrificante... e il primo sangue sarà sparso nel mondo dei
mortali...
Commento:
Quella
della “Caduta di Malazan” (che in realtà tradotto correttamente
mi dicono sarebbe “Il Libro Malazan del Caduto”) di Steven
Erikson credo sia la serie fantasy più sottovalutata, almeno in
Italia, di tutti i tempi. Un vero peccato, anzi, direi una colpa
grave. Certo le pessime copertine dell’Armenia non invogliano, ma
dannazione, chiudiamo gli occhi e partiamo direttamente col testo.
Non ce ne pentiremo!
Inutile
nasconderlo: Erikson è il mio autore preferito. Sotto tutti i punti
di vista, primo fra tutti la sua fantasia sfrenata. Ineguagliabile.
Quando non mi sento ispirato e non riesco più a scrivere, mi rifugio
spesso fra le pagine dei suoi libri. Bastano pochi paragrafi perché
l’epica che traspira dai suoi romanzi mi rimetta in carreggiata.
Due
sono le cose che maggiormente colpiscono nei romanzi di Erikson e che
lo elevano a mio avviso nell’olimpo dei migliori scrittori fantasy
di tutti i tempi:
Un
lavoro eccezionale quello di Erikson. Una cosmologia varia e densa di
misteri, che si svelano mano a mano, ma spalancano sempre nuove
porte. Intendiamoci, non avendo visto ancora la conclusione della
saga c’è il rischio che questa costruzione letteraria dai
connotati pantagruelici possa crollare e sfuggire di mano all’autore,
ma ritengo che sia un rischio marginale, avendo apprezzato la
brillantezza dell’autore, capace di creare scene memorabili come
nessun altro. E anche se il finale non dovesse essere all’altezza,
il cammino intercorso sarà di per sé valso ad arricchirci
fornendoci scene e immagini leggendarie.
Se
volete scoprire i romanzi precedenti di questo eccezionale autore vi
rimando al blog tenuto da un mio vecchio amico, Unexist, anche lui
rimasto folgorato dalle doti dell’autore, al punto da dedicargli il
primo blog italico.
Io
vi presento invece questo “I Cacciatori d’Ossa”, prima parte,
poiché, al solito, anche l’Armenia si è divertita a spezzare il
volume originario in due per raddoppiare i ricavi (da notare pure la
copertina rimasta la stessa, con sfondi di colore diversi… che
tristezza…).
Come
negli episodi precedenti anche questo gronda epicità allo stato
puro. L’autore è abile a gestire il susseguirsi di scene con
continui cambi di punti di vista, presentandoci l’infinita serie di
personaggi che abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare nel corso
della saga. Personaggi dei quali ogni lettore ha a questo punto una
propria idea, perché l’autore non si sbilancia mai in giudizi e
ognuna delle sue creature è ambivalente. Non esistono buoni e
cattivi, almeno non nel senso classico. E questo è un pregio a mio
avviso impagabile, perché nella complessità degli eventi
contribuisce a rendere il tutto ancor più imprevedibile.
La
cosmogonia creata da Erikson si sta mano a mano disvelando, ma anche
in questo romanzo il cuore della narrazione viene affidato a un
luogo: la città di Y'Gathan
col suo drammatico passato ricco di eventi infausti per i soldati
Malazan.
Non
è la prima volta che Erikson dona “un’anima” a luoghi o eventi
risalenti ai secoli precedenti a quelli della narrazione, elevandoli
a protagonisti assoluti della narrazione, e l’escamotage gli riesce
talmente bene da imprimerli nella mente del lettore in modo
indelebile aumentando l’interesse per l’epopea che ci si svela
innanzi, per i retroscena e per fornendo possibilità illimitate
d’espansione per l’autore.
Che
dire, a mio avviso siamo al cospetto di un fantasy impedibile. Eccovi
quindi
la
sequenza dei libri in italiano:
I
giardini della Luna, 2004
La
dimora fantasma, 2005
Memorie
di ghiaccio, 2005-2006
La
casa delle catene, 2007
Maree
di mezzanotte, 2008
Venti
di morte, 2010-2011
I
segugi dell'ombra, 2013-2013
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sabato 15 novembre 2014
Libro: I cacciatori di Ossa di Steven Erikson (Parte I°) - La Caduta di Malazan (vol 6°)
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