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domenica 3 febbraio 2019

Recensione: Run Hide Tell di Francesco Cotti [Rating 7]


techno thriller
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Titolo opera: Run, Hide, Tell 


Editore: Pubblicazione Indipendente

Genere: azione, thriller

Prezzo: Euro 2,99 ebook, 12,48 cartaceo

Sinossi: "Run Hide Tell" è la cronaca in tempo reale di un attentato ad un villaggio vacanze italiano. Il sistema di risposta antiterrorismo verrà sottoposto al primo vero test operativo in una situazione disperata dove numerosi elementi armati e ben coordinati prenderanno in ostaggio centinaia di turisti. Le UOPI della Polizia di Stato e le SOS ed il GIS dei Carabinieri saranno chiamati a neutralizzare la minaccia lavorando in sinergia. Con un ritmo degli eventi serratissimo il lettore sarà catapultato direttamente nell'azione e nelle procedure operative utilizzate dai nostri Reparti Speciali e dalle strutture mediche di soccorso per affrontare emergenze di questa natura. Situazioni dove conta il tempo, ma soprattutto la capacità di saper prendere decisioni eticamente strazianti. 
Dall'autore di Collera dal Mare e Strategie Alternative, un nuovo techno-thriller basato su scenari attualmente oggetto di studio da parte dei Reparti Antiterrorismo.

Recensione:
Oggi sono lieto di presentarvi un libro capace di sorprendermi in pieno. Sto parlando di Run, hide, tell di Francesco Cotti. 
Si tratta di un romanzo techno-thtiller, da quanto ho capito, genere del quale di certo non posso dirmi grande esperto, quindi quanto affermo di aver trovato il testo del tutto originale, vi chiedo di prendere la mia affermazione dandole il giusto peso. Quello che posso assicurare sin d’ora è però che il testo abbia un ritmo forsennato, assolutamente apprezzabile e godibile. Quando si dice che risulta difficile staccarsi dalla lettura, ora mi verrà sempre in mente questo lavoro di Francesco Cotti. 
Lo scrittore ci descrive passo passo l’ipotetica azione terroristica di un gruppo armato intento ad assaltare un villaggio turistico nelle Marche. E lo fa in modo eccellente, godendo di una preparazione assoluta per quanto riguarda procedure di polizia e squadre speciali, di soccorritori e vigili del fuoco e di tutti gli aspetti “burocratico-amministrativi” connessi. Verremo così catapultati al centro dell’azione, in prima linea, senza che ci vengano risparmiati gli aspetti più cruenti della vicenda. 
Per precisa scelta dell’autore, il libro non sarà suddiviso in capitoli, ma presenterà una fluida successione di punti di vista, da quello degli ignari ospiti del villaggio, a quello dei diversi componenti delle squadre d’intervento, da quello dei terroristi giunti dal mare, a quello di chi coordinerà l’intervento dalle forze dell’ordine dall’esterno della struttura. 
Devo ammettere che è stata una delle letture più entusiasmanti dell’ultimo periodo. 
L’adrenalina scorre a fiumi e la sensazione che tutto si svolga in modo razionale, pur nel caos della vicenda, rende il tutto più coinvolgente. 
L’autore è abile nell’agevolare l’andamento della trama con una prosa fluida e scorrevole, che non indugia mai in descrizioni superflue. Come detto il tutto è supportato da una precisione nei dettagli di armi, equipaggiamenti, tattiche, strutture organizzative, logistica e procedure d’intervento capace di donare alla narrazione una solidità tale da renderla irresistibile. 
Ammetto di non essere in grado di garantire che tutto quanto affermato possa corrispondere alla realtà, ma che importa, perché dubitarne soprattutto? Il meccanismo è ben oliato, e tutto scorre alla perfezione. La vicenda prende sin da subito, coinvolge, diverte e fa riflettere. Non vi sono dubbi sul fatto che il Cotti sia un grande appassionato del settore e questa sua peculiarità traspare da ogni pagina dello scritto. 
Trovarsi nei panni dei primi soccorritori, di chi magari ha partecipato solo ad esercitazioni, minuziose quanto si voglia magari, ma che all’improvviso si scontri con la realtà di invasati pronti a morire pur di mietere il maggior numero di vittime, è un’esperienza da provare. Vivremo le emozioni, le sensazioni e i sentimenti di gente comune, così come di impavidi tutori dell'ordine. Proveremo le loro paure, le loro inevitabili insicurezze. Ci troveremo innanzi alla nascita di quelli che nei tempi antichi avrebbero potuto assurgere al ruolo di veri e propri eroi "per caso". Bello. Nulla da dire.
La caratterizzazione dei personaggi è funzionale allo svolgimento della vicenda, non viene approfondita più di tanto, ma non sarebbe certo quello lo scopo di un romanzo così orchestrato. Il punto di visto salta da una parte all’altra del villaggio, dal campo base dove viene allestito il centro comando e punto di soccorso, all’elicottero con i cecchini, a quello dei civili in fuga. Insomma, un ritmo sostenuto, privo di cali di tensione dall’inizio alla fine. 
I dialoghi, seppure inevitabilmente ridotti ai minimi termini, sono sempre a tono, credibili e capaci di caratterizzare i personaggi costituendo a propria volta un valore aggiunto alla vicenda, grazie anche a quelli fra le forze dell’ordine, e tipici del codice militare e poliziesco. Anche qui, tutto reso alla perfezione da Francesco Cotti. 
Insomma, a questo punto vi starete tutti chiedendo come mai il voto finale sia un “misero” 7. Ebbene, il testo soffre della presenza di numerosi refusi. Personalmente quando una storia mi prende sono indotto a sorvolare su questo problema, ma a maggior ragione in un testo come questo, che fa del ritmo e della frenesia dell’azione l’elemento base, trovarsi qualche strafalcione di battitura, o qualche verbo declinato in modo bizzarro, compromette la giusta cadenza. Inoltre non tutti sono tolleranti a riguardo come il sottoscritto, quindi non posso esimersi, in sede di valutazione sintetica di fare una media secca fra il massimo dei voti che avrei dato al romanzo in sé, e l’insufficienza per la forma nel quale ci è stato sottoposto. 
Consiglio vivamente all’autore di procedere con un editing più accurato e al contempo mi complimento con lui, e lo ringrazio di cuore, per avermi offerto una lettura capace realmente di entusiasmarmi.  
Testo consigliato a tutti, non solo agli appassionati del genere. Voto 7



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